Bibliografia

  • Lucangelo Bracci Testasecca nel ricordo degli amici e nel suo diario di guerra, ed. Colombo, Roma, 1957
  • Lucangelo Bracci Testasecca nel suo diario di guerra e nel ricordo degli amici, ed. Le Balze, Montepulciano, 2002
  • Dai  dragoni del Genova ai bersaglieri di Boriani, ed. Gaspari, Udine, 2006

Il diario di Guerra di Lucangelo Bracci Testasecca è stato pubblicato tre volte.
La prima volta nel 1957, in un’edizione fuori commercio (“Lucangelo Bracci Testasecca nel ricordo degli amici e nel suo diario di guerra”, Colombo editore) a cura di Umberto Morra e su iniziativa dei suoi amici. La dedica diceva, appunto: “A cura degli amici e per gli amici”; ciascuno dei quali aveva poi completato il volume con un proprio “ritratto” di Lucangelo. In questa edizione, per ragioni che a noi nipoti oggi appaiono inspiegabili, erano stati tagliati dal diario alcuni brani, forse perché giudicati troppo familiari e poco interessanti. Inoltre, per un probabile e in questo caso spiegabilissimo rispetto della privacy, corrispondente anche a una consuetudine letteraria dell’epoca, tutti i nomi erano stati semplificati nell’iniziale.

Nel 2002, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Lucangelo ricordato dal Comune di Montepulciano con una bella cerimonia, il Diario è nuovamente uscito, nell’edizione Le Balze, con gli stessi contenuti ma in forma inversa: il titolo, infatti, è “Lucangelo Bracci Testasecca nel suo diario di guerra e nel ricordo degli amici”. Rispetto al volume precedente, il diario appare sempre in forma “censurata” e restano le testimonianze degli amici alle quali se ne aggiungono due nuove, quella di Jolanda Torraca e quella di Francesco Denti (pronipote di Lucangelo); ha inoltre una prefazione storico-esplicativa, scritta da Alberto Bracci, e molte fotografie. Noi nipoti curatori – Margherita, Elena e Alberto, figli di Lillo – l’abbiamo dedicato “a Braccio, e al ricordo di Lillo e Mino”. Braccio era il figlio maggiore di Lucangelo e Margherita, il “Pupo” citato spesso nel diario. I suoi fratelli Francesco (Lillo) e Giacomo (Mino) non c’erano già più, e ormai non c’è più nemmeno Braccio.

E poi l’ultima recente edizione, pubblicata da Paolo Gaspari nel 2006. Cambia il titolo, voluto dall’editore:  “Dai dragoni del Genova ai bersaglieri di Boriani – diario di guerra di un intellettuale aristocratico”; e cambia soprattutto il contenuto, in quanto rimangono solo due  testimonianze (di Novello Papafava e Gaetano Salvemini), ma in compenso si aggiungono molte fotografie di guerra e interessanti documenti storici: il programma della rivista  Volontà e il manifesto dei Gruppi di azione per il rinnovamento politico; inoltre, la bella e dettagliata postfazione di Francesco Papafava sull’esistenza che si svolgeva a Padova, in Palazzo Papafava, sede in quel periodo della missione francese alleata, parallelamente alla vita di Lucangelo al fronte. Due punti di osservazione, quello di Lucangelo e quello di Margherita, posti a specchio l’uno dell’altro ed evidenziati da brani di lettere.
Di quest’ultima edizione ci siamo occupati in tre: Silvio Ficini, autore anche dell’interessante  introduzione, Francesco Papafava nipote di Lucangelo nonché mio bis-cugino, e io.
Il libro (con il diario finalmente integrale, e i nomi scritti per intero!) è dedicato “Dai nipoti, per i pronipoti”. Questi giovani destinatari vogliono già bene ai loro bisnonni, perché ne hanno tanto sentito parlare dai nonni e da noi. E dopo averlo letto, li conosceranno un po’ di più. E’ così che, attraverso le storie private, passa la staffetta della Storia.

(Da un opuscolo di Margherita Bracci Testasecca in occasione della presentazione, a Montepulciano, di Dai dragoni del Genova ai bersaglieri di Boriani, ed. Gaspari)

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